Nato a Novara nel 1910, era conosciuto come pratese di Narnali; dopo gli esordi con la maglia sestese dell'A.R.S., iniziò a fare atletica sul serio nel 1930.
Quell'anno il suo nome fu scritto fa i primi dieci italiani della stagione nella gara dei 400 metri piani, specialità dove ottenne il titolo di campione d'Italia nella categoria Juniores. La sua società era diventata la Giglio roso e con la staffetta 4x400 vinse anche un secondo titolo ai campinati Juniores insieme ai consoci Vablais, Oddi-Baglioni e Orlandini.
Il giro di pista era decisamente la sua specialità e l'anno successiv raccolse in quella gara il maggior successo insividuale della sua carriera aggiudicandosi il titolo assoluto che nel 1931 fu assegnato con l'attribuzione di punteggi su diverse gare. Una modalità decisamente anomala, tanto da essere, dopo quell'anno, subito accantonata: si premiava in quel modo l'atleta più costante, il che non sempre coincideva col piò forte; e, ad onor del vero e senza voler togliere nulla alla sua impresa, Giacomelli con 50"2/5 aveva la quinta posizione nelle graduatorie nazionali annuali.
Nello stesso anno vinse comunque anche il titolo di campione d'Italia con la staffetta 4x100 della Giglio rosso di cui era terzo frazionista, insieme ai compagni Lucci, Torre e Cortopassi.
Nel 1932 e nel 1933 ancora le staffette gli regalarono il terzo e il quarto titolo di campione d'Italia assoluto. Nel '32 vinse con Lippi, Orlandini e Giovannardi e nel '33 i suoi compagni d'impresa furono ancora Orlandini, Ridi e Lucchetti.
In quei due anni migliorò molto anche nella gara individuale portandosi al di sotto dei 50" e fece parte per sette volte della nazionale azzurra. Nel 1933 partecipò anche ai giochi Mondiali Universitari a Torino sempre in staffetta, ma stavolta sostituendo la maglio biancorossa con quella azzurra; fu terzo con la 4x400 correndo con Craighero, Rabaglino e Curtoni ma fu addirittura primo a campione mondiale degli studenti nella staffetta olimpica insieme a Ferrario, Gonnelli e Beccali.
Dopo un anno senza alcun risultato significativo Manfredo Giacomelli ricomparì brevemente nel 1935, gareggiando sulla distanza superiore, gli 800 metri. In quella specialità fu all'ottava posizione delle graduatorie nazionali dell'anno con davanti pure due consoci, Bicci e Pieraccini.
Così scarsamente premiato del notevole impegno di raddoppiare la distanza di gara, Giacomelli abbandonò le competizioni.
Tratto da:
"Storia dell'atletica a Firenze e nella sua provincia dalle origini al 1945"
di Aldo Capanni e Franco Cervellati
1996 - Provincia di Firenze, Assessorato allo Sport
Atleti del passato:
Danilo Innocenti
- Arturo Maffei
- Manfredo Giacomelli
- Bruno Donnini
- Renzo Zipoli
- Giacomo Peppicelli
Fotografie storiche
Pagine realizzate a cura di Ada Ascari